Soldi nella coppia: come parlarne in modo aperto e giusto
Aggiornato:
I soldi nella coppia diventano difficili quando nessuno ne parla. Eppure non serve né fare i conti fino all'ultimo centesimo né un foglio Excel. Basta che sappiate tutti e due come l'altro pensa al denaro, cosa conta per ciascuno e cosa vi sembra giusto.
Questo testo non è una consulenza finanziaria né legale. Vi aiuta a fare le conversazioni. Per domande su tasse, mantenimento, contratti o patrimonio rivolgetevi a un'associazione dei consumatori, a un commercialista o a un avvocato.
Perché i soldi nella coppia diventano subito personali
I soldi di rado sono solo soldi. Stanno per sicurezza, libertà, riconoscimento o paura. Chi è cresciuto in una famiglia in cui i soldi erano pochi ha spesso un altro senso della spesa rispetto a chi non ne ha mai avuto il problema. Hanno ragione tutti e due, dal punto di vista della loro esperienza.
Per questo le coppie litigano di rado sulla cifra, ma sul significato. "Perché lo compri?" spesso vuol dire: "Mi preoccupa che non bastino." E "Mi controlli" vuol dire: "Voglio sentirmi libero."
Se vi accorgete che una conversazione sui soldi si scalda in fretta, non è un segno che stiate male insieme. Mostra che lì c'è qualcosa di importante. Come ritrovarvi dopo uno scontro lo trovate in come fare pace dopo un litigio.
Prima capire le abitudini
Prima di dividere conti o stabilire regole, vale la pena parlare delle abitudini con i soldi. Senza accuse, con curiosità vera. Alcune domande per cominciare:
- Come si parlava di soldi a casa tua, o non se ne parlava affatto?
- Per cosa spendi volentieri, senza che sembri spendere?
- Cosa ti tranquillizza quando si parla di soldi: un margine, un piano, una visione d'insieme?
- C'è qualcosa che ti vergogni a dire ad alta voce?
- Quale cifra ti metterebbe a disagio se la spendessi io senza chiederti?
- Cosa hai imparato sui soldi che avresti voluto sapere prima?
- Come dovremmo gestire i soldi perché nessuno di noi due si senta a disagio?
Ascoltatevi senza giudicare. Si tratta di capire la persona, non di controllarne gli estratti conto.
Conto comune, conti separati o tutti e due
Non esiste un modello giusto. Le coppie che gestiscono bene i soldi hanno soluzioni diverse. Le varianti più comuni:
- Tutto insieme. Un conto comune per entrate e uscite. Crea vicinanza e visione d'insieme, ma richiede molta fiducia e accordi sulle spese personali.
- Tutto separato. Ognuno tiene il suo conto e le spese comuni si dividono. Dà libertà, ma può far sorgere domande su chi paga cosa e quando.
- Conto comune più conti personali. Tutti e due versate una cifra concordata su un conto cointestato per affitto, cibo e casa. Il resto resta personale. Molte coppie trovano qui un buon compromesso.
Se aprite un conto cointestato, parlate prima di cosa si paga con quello e cosa no. Chiarite anche cosa succede se uno non lo vuole più. E tenete presente che con i conti comuni possono sorgere questioni legali, per esempio chi può disporre. In banca o presso un'associazione dei consumatori ricevete informazioni precise.
Più del modello conta come ci si sente. Ognuno dovrebbe avere un po' di soldi da spendere per sé senza giustificarsi, anche per cose che l'altro trova inutili.
Trattare in modo giusto i redditi diversi
Se uno guadagna molto più dell'altro, si pone la questione della giustizia. Non c'è una formula, ma due approcci che molte coppie usano:
- Metà e metà. Ognuno paga metà delle spese comuni. È semplice, ma colpisce di più chi ha il reddito più basso. Con una grande differenza, a fine mese a lui o a lei resta molto meno.
- In proporzione al reddito. Ognuno porta una quota che corrisponde a quanto guadagna. Chi guadagna il doppio paga il doppio per la quota comune. Così restano a tutti e due margini simili.
Cosa sia giusto lo potete decidere solo voi. Una domanda aiuta: "Cosa è giusto per te, e cosa sarebbe solo uguale?" L'uguale è facile da calcolare. Il giusto tiene conto del fatto che qualcuno magari lavora part time perché si occupa di familiari, oppure sta studiando o facendo una formazione.
Particolarmente importante: il lavoro non retribuito conta. Chi si occupa della casa, dei figli o dell'assistenza contribuisce alla vita comune, anche se non arriva uno stipendio. Come si divide nella vita di tutti i giorni lo trovate in come dividere i lavori di casa. E se tra voi si crea uno squilibrio di potere ne parla la guida sulla relazione paritaria nella coppia.
Per la tutela economica del partner che guadagna meno o riduce il lavoro ci sono questioni legali e fiscali, per esempio su pensione o proprietà. Qui ha senso una consulenza qualificata.
Come condurre la conversazione
Non sedetevi di corsa e non subito dopo un litigio. Meglio una sera tranquilla in cui nessuno è stanco o affamato, e una cornice chiara: "Vorrei parlare con calma con te di come gestiamo i soldi. Hai tempo stasera?"
Qualche aiuto:
- Cominciate dal positivo. Cosa va già bene tra voi?
- Parlate di voi, non dell'altro: "Per me è importante avere una visione d'insieme" invece di "Spendi troppo".
- Mettete sul tavolo i numeri, ma senza pressione. Chi si sente costretto si chiude.
- Non decidete tutto in una sera. Una conversazione si può dividere in due parti.
- Annotate il risultato in breve, per esempio in un appunto.
E tornate ad appuntamenti fissi. Un piccolo controllo dei soldi ogni qualche mese, in cui chiedete se le regole vanno ancora bene, evita che si accumuli il malcontento.
Inciampi tipici
Alcune situazioni portano sempre rabbia:
- Spese segrete o debiti. Chi nasconde i debiti causa dopo più danni dei debiti stessi. Se avete debiti, parlatene. Esistono servizi di consulenza sui debiti, anche di associazioni senza scopo di lucro.
- Grandi acquisti fatti da soli. Auto, mobili, viaggi. Stabilite una soglia oltre la quale vi consultate e adattatela alla vostra situazione.
- Famiglia e regali. Se uno aiuta economicamente genitori o fratelli, l'altro dovrebbe saperlo.
- Differenza di conoscenze finanziarie. Se solo uno ha la visione d'insieme, l'altro dovrebbe comunque sapere dove sta cosa e come va. Protegge tutti e due, anche in un'emergenza.
- Controllo. Chi assegna all'altro i soldi, sorveglia le sue spese o gli nega l'accesso esercita potere. Se è così da voi, cercate consiglio presso un servizio di ascolto. In Italia, in caso di violenza o controllo, potete chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24.
Obiettivi comuni rendono tutto più facile
I soldi sono più rilassati quando stanno per qualcosa. Un obiettivo che volete tutti e due trasforma il risparmio da rinuncia a un piano. Può essere un viaggio, un trasloco, un acquisto o semplicemente un margine per i tempi brutti.
Chiedetevi a vicenda cosa volete aver raggiunto tra cinque anni. Poi calcolate a ritroso quanto servirebbe al mese. Se la cifra non è realistica, adattate l'obiettivo, non le pretese verso voi stessi.
Anche la gioia ne fa parte. Una parte dei soldi può esserci solo per le cose belle. Chi risparmia e basta, senza vivere, di rado regge a lungo. Una domanda leggera: "Cosa ti concederesti se all'improvviso avanzassero molti soldi?"
Dove entra Noi2
Parlare di soldi è più facile quando non si parla sempre di numeri. Noi2 vi fa ogni giorno una domanda, e i temi li scegliete voi. Le domande su vita quotidiana e futuro toccano a volte i soldi, senza che suoni come un interrogatorio. Tutti e due rispondete separatamente, e la risposta dell'altro resta nascosta finché non avete risposto voi. Così nessuno dice solo quello che l'altro vuole sentire.
Se volete provare: nella home c'è Noi2 tre giorni gratis, senza dati di pagamento.